5 curiosità food truck
Food Trends & Tips

5 curiosità sui Food Truck: Ape-Tizer e la cottura sottovuoto

(Tempo di lettura previsto: 3 minuti)

Direi, senza esitazioni, che il 2015 sia stato per l’Italia l’anno dello street food, riproposto in ogni forma e in ogni luogo.

Penso sia capitato a tutti voi di girare almeno per un Festival di Street Food e di farvi la fila nei food trucks per smangiucchiare prelibatezze da strada.

E’ un po’ faticoso aspettare mezz’ora per ogni truck, ma l’attesa spesso vale la pena.

Sul web girano molti articoli che spiegano come aprire un food truck, quanto costa investire nella ristorazione ambulante, siti che promettono di gestire tutta la progettazione e realizzazione di un truck, ecc.

Il punto di vista degli addetti al settore è sicuramente il più utile, quindi ho selezionato quelli che per me sono i food trucks più #supercarini in giro in Italia e ho fatto loro 5 domande.

Sui loro prodotti, la loro brand identity e sulla situazione dello street food in Italia.

PUNTATA N.1: APE-TIZER E LA COTTURA SOTTOVUOTO

 

Ho conosciuto Ape-Tizer a Bologna, con la loro Ape total black e la loro cottura sottovuoto si distinguevano dagli altri truck per un pelo di milanesità, che però ho apprezzato parecchio 😀

1. Come avete scelto la vostra offerta culinaria? Avete anche fatto ricerche di mercato?

Abbiamo scelto la cottura a bassa temperatura. Questa tecnica ha radici
addirittura nella seconda metà del ‘700 ed è un incontro di più realtà
esattamente come desidera esserlo Ape-Tizer. Innanzitutto la tradizione ed il
moderno, la velocità con la qualità e la salubrità con il gusto. Ovviamente
abbiamo cercato di capire quale potesse essere un prodotto vincente e, a
differenza della stragrande maggioranza dei food truck in Italia, abbiamo optato per
una filosofia culinaria anziché una gamma di prodotti con un’origine comune. Con
il nostro metodo possiamo così arrivare ad un pubblico vastissimo anche perché
non abbiamo sostanzialmente limiti e la fantasia del nostro Chef può avere
libero sfogo.

2. Chi ha curato la vostra comunicazione aziendale (marchio, decorazione del truck) e come mai avete deciso di farla così?

Il lavoro legato alla comunicazione è gestito da più mani. Abbiamo due persone
dedicate esclusivamente ai Social Network che sono davvero fondamentali in
questo business e più in generale al giorno d’oggi. Su nostre bozze ci
rivolgiamo al nostro grafico di fiducia che ha pienamente compreso quale sia
l’anima di Ape-Tizer producendo materiale in linea con le nostre idee e
graficamente armonico tra l’uno e l’altro. I nostri colori ed il nostro logo
sono sempre un richiamo alle nostre caratteristiche principali. Il nostro
grigione richiama lo stile metropolitano che ci contraddistingue per la velocità
nel servizio, il logo richiama gli stemmi araldici ed i tradizionali gonfaloni
cittadini ma con un taglio moderno, l’Ape stessa è aperta su ambo i lati, molto
ariosa e l’acqua, nostro fondamentale alleato per cottura e salubrità, è
presente in ogni tipo di strumento che utilizziamo.

3. Quanto pensate che sia importante avere un food truck bello da vedere e perché?

È fondamentale che il food truck abbia un bell’aspetto, possibilmente originale e che richiami facilmente l’attenzione. L’Ape Car Piaggio vestita da Street Food
ha già di per sé un grande appeal ma gli ornamenti, i colori ed i loghi sono
importantissimi per incrementare l’interesse del passante che 99 volte su 100
lancia come minimo un’occhiata di curiosità al mezzo. Una buona percentuale
decide di consumare e ed il 100% si ricordano di te! Abbiamo infatti in
programma di aggiungere un barbecue da barca per rifinire la grigliatura delle
pietanze. A livello ornamentale inseriremo un lungo tappeto a mo’ di autostrada
per invitare la clientela oltre ad un piccolo semaforo da tenere vicino alla
cassa per liberare l’ordine del successivo cliente. Sono pronto a scommettere
che molta più gente contemplerà Ape-Tizer.

4. Questo è decisamente il momento dello street food. Vi siete chiesti perché?

Ci chiediamo tutti i giorni il perché. Le cose cambiano sempre più
rapidamente e, finalmente, anche nel nostro paese si sta formando questo tipo di
cultura molto più in voga oltre confine. E’ un vintage del cibo che va tanto di
moda? La gente va di fretta? Ci stiamo “americanizzando” sempre più? Non abbiamo
una risposta concreta sinceramente. La strada è però una prerogativa italiana,
come d’altronde lo è il buon cibo. Questi due mondi si sarebbero dovuti
incontrare ad un certo punto, no? Ora dipende da noi Truckers tenere l’asticella
della qualità alta. Massimo rispetto per i classici “paninari” che dovranno
continuare a lavorare nei loro contesti come è giusto che sia. Diciamo però che
il paninaro sta al bar come lo Street Food sta al ristorante.

5. In Italia è facile aprire un food truck, o richiede molti sacrifici in termini economici e di nomadismo?

Come sapete, in Italia è più difficile fare qualsiasi cosa. Chiesi consiglio
a persone più esperte nel settore prima di cominciare. La dritta comune era: “Se
ne hai la possibilità parti dall’estero”. In Italia i tempi di attesa, i
cavilli burocratici e le regolamentazioni nebulose sono un vero incubo. La cosa
più difficile è l’itinerante. I comuni lasciano poco spazio libero (nonostante
possediamo una licenza che ci consentirebbe di lavorare quasi in totale libertà
su tutto il territorio nazionale!). Per esempio occupare un posteggio per una
serata in centro a Milano può arrivare a costare più di 400euro! Oltre ai
paletti imposti dalla legge ci sono le regole non scritte della strada… Per
quanto riguarda gli eventi organizzati è bene sapere di quali organizzatori ci
si può fidare. Ape-Tizer è sempre disponibile nel fornire informazioni e presto
vi aiuteremo ad organizzare il vostro truck! Non vi spaventate, sarò sincero,
non è una passeggiata di salute ed è un bel mondo che può dare davvero grandi
soddisfazioni nonostante le complessità citate.

Previous Post Next Post

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply