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Aziende agricole! Vi do 10 buoni motivi per investire sul packaging

Che il packaging sia un elemento fondamentale per tutte le aziende che producono cibo e bevande è ormai cosa risaputa, nonché uno dei leitmotiv di questo blog.

Ma sto per elencarvi 10 buoni motivi per i quali anche le aziende agricole, persino quelle più piccole, dovrebbero investire parte del proprio budget in packaging di qualità. Packaging di quelli belli, di quelli che, in linguaggio poco marketese, spaccano.

Riuscite a immaginare anche solo una giornata senza interagire con una gran quantità di oggetti confezionati? Difficile… Nel mondo di oggi, praticamente tutto è confezionato.

H. Meyers e R. Gerstman, “The Visionary Package”

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10 buoni motivi per investire sul packaging

Prima del decalogo, una precisazione: non è buona cosa avere una bella confezioncina e un contenuto scarso. Se non si ha un prodotto di qualità, un packaging figo è totalmente inutile, o peggio anche sleale. Dunque, la base di tutto il discorso che segue è che si suppone che il contenuto valga la pena di essere comunicato adeguatamente, ça va sans dire.😉

  1. Le aziende piccole hanno bisogno di una strategia di marketing come quelle grandi. Anzi, forse all’inizio anche di più. A meno che non sia un desiderio esplicito dell’azienda vendere solo nello spaccio o a due reti GAS locali (ma ne dubito, c’è in gioco la sopravvivenza), quando si introduce sul mercato un prodotto nuovo, si deve partire da zero.  E cioè? Cioè costruire (tra le altre cose) un insieme di valori, un nome, un prezzo e un packaging adatto per il nuovo prodotto. Il packaging sarà l’interfaccia con i potenziali -e preziosissimi- nuovi clienti, e servirà anche per raccontare il brand sconosciuto ai più! 
  2. Il packaging dei prodotti è fondamentale nella costruzione della brand awareness. Come sopra🔝. Se ho un marchio recente e poco conosciuto, le confezioni dei miei prodotti saranno il biglietto da visita dello spirito e della mission del mio brand.
  3. La professionalità! Posizionarsi sul mercato con una linea di prodotti dal packaging accattivante, coerente e sensato garantisce un punteggio alto nella percezione del livello di serietà e professionalità (e quindi di fiducia) nel potenziale acquirente.
  4. Il packaging informa. Dunque costituisce il principale attore nella veicolazione delle informazioni sul prodotto. Pensate al settore vinicolo: la maggior parte degli utenti non è esperta di vini, dunque in assenza del responsabile di cantina che illustri i propri prodotti o del venditore in enoteca (cioè in qualsiasi situazione di acquisto self-service), il cliente medio effettuerà la sua scelta di acquisto proprio grazie al colpo d’occhio e all’etichetta.
  5. Il brand è una promessa. E questa promessa ha sicuramente il test finale nella consumazione del prodotto, ma lo step intermedio è rappresentato dalla confezione. Il packaging differenzia, fa capire ai potenziali clienti che il brand (e quindi il prodotto) è diverso da tutti gli altri, in che modo è diverso e per quale motivo è migliore.
  6. Non siamo più negli anni ’90, la competizione adesso è universale. I prodotti non si scelgono più solo sullo scaffale di una bottega, ma anche in versione 2D sullo schermo di un computer, sulla pagina di un qualche marketplace. Cosa pensate che possa capire un acquirente da qualche pixel? Dunque, in quel caso, l’immagine del prodotto (dunque, il packaging) è TUTTO per aumentare le probabilità che il click finisca proprio sulle vostre confetture di zucca. Ma non temete, questa è un’opportunità importante, non una situazione drammatica!
  7. Quella di oggi è la società dell’immagine. Non è una constatazione di stampo moralistico, è la verità. Se è vero che Instagram gode oggi di un enorme successo, è perché l’informazione è diventata sempre più veloce e immediata, la gente è costantemente connessa (e bla,bla,bla) e non ha tempo per fermarsi a leggere mille righe, a volte anche solo qualche riga. L’immagine, com’è ovvio, gode di una velocità di ricezione incredibile, e il tutto si gioca sull’ordine dei nanosecondi. Perciò, è vero che quel che conta di più di un prodotto alimentare in vendita è la qualità del contenuto, ma si pecca di presunzione ed ingenuità se si crede che un perfetto sconosciuto voglia star lì ad ascoltare il pippone sulla storia del marchio, la tradizione, la produzione, yawn. L’equazione è facile ➡️ Packaging supercarino=voglia di far proprio il prodotto, mediante l’acquisto. Siamo tutti superficiali? Questo non spetta a me dirlo.
  8. Quella di oggi è anche la società dell’informazione facile. Voglio andare in un ristorante ma nessuno dei miei amici c’è stato e può darmi consigli? Nessun problema, apro il mio sito di recensioni preferito e mi fido dell’opinione delle persone che ci sono state. Voglio comprare una crema per il viso ma non so se quella che sto valutando mi farà bene alla pelle? Apro la mia app e scopro se gli ingredienti contenuti sono tossici o no. Insomma, al giorno d’oggi è diventato più arduo gabbare i clienti, quindi il packaging deve saper instillare un senso di fiducia nel cliente. Si dovrà sentire a suo agio, sicuro di non fare una scelta sbagliata. Non è un’ esagerazione, il packaging gioca un ruolo strategico in questo processo di fidelizzazione!
  9. Se consiglio un’occasione d’uso, posso puntare a un target e giustificare un prezzo. Ad esempio, faccio un formaggio buono, ma non troppo diverso da tanti altri prodotti dai miei competitor. Magari, potrei venderlo suggerendo, come accompagnamento, confetture o birre molto speciali, da meditazione. In questo modo, so che sto puntando a un target di un certo tipo, amante di una cucina gourmet, che ama organizzare cene con amici dai gusti affini. Questo cliente-tipo è disposto a pagare tanto per la qualità, dunque che carta mi gioco per puntare proprio a lui/lei? Provate a indovinare, inizia con la P e finisce con la G!
  10. Vendere di più. L’ho lasciato volutamente per ultimo, servono spiegazioni ulteriori? Date un occhio all’esempio dei produttori di Olio Extra Vergine di oliva in Grecia, per capire come un investimento in packaging possa risollevare un intero settore produttivo.

Sicuramente ci sono altri 10-mila motivi, se ve ne viene in mente qualcuno scrivetelo nei commenti! ⬇️

(Illustrazione di copertina by Eli Trier)

(Foto: squisini.com, behance.net/lilithury, annaropalo.com, cargocollective.com/abbybrewster, gemmagraceluxton.com)

 

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