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Food Trends & Tips

Birra Artigianale: etichettatura e scelta del packaging

La scelta del packaging e dell’etichettatura di una birra è uno dei momenti finali della linea produttiva di una birra artigianale, ma al contempo uno dei più delicati e importanti.

Pare che tra birrifici, microbirrifici, brew pub, birrifici agricoli, brew firm, in Italia si siano toccate le 1000 unità.

Una piccola digressione sulle differenze principali tra le tipologie di birrifici artigianali:

  • Birrificio Artigianale: birrificio con produzione superiore ai 10 000 hl l’anno, ma artigianale in tutto e per tutto;
  • Microbirrificio: produzione inferiore ai 10 000 hl l’anno;
  • Brew Firm: sono essenzialmente brand che si appoggiano ad impianti brassicoli di altri birrifici, producendo una propria linea indipendente. È la soluzione che prevede investimenti iniziali minori;
  • Brew Pub: locali dove si somministra birra artigianale autoprodotta, senza passare per la distribuzione. Stanno sorgendo come funghi a settembre;
  • Birrificio Agricolo: azienda agricola che produce una propria birra artigianale, a patto che almeno il 51% del malto venga autoprodotto.

I dati di Brewers of Europe collocano l’Italia ai primi posti in Europa per birrifici artigianali attivi.

Questo vi fa capire che al giorno d’oggi la concorrenza è spietata e non è più sufficiente produrre una birra non pastorizzata, a bassa fermentazione e accostata ad ingredienti particolari e locali. Semmai, questo è il punto di partenza.

Il panorama della birra artigianale in Italia è diventato sempre più caotico, il livello medio è piuttosto alto e allora la “guerra” si gioca tutta sui canali distributivi: GDO, botteghe specializzate, pub, ristoranti, e-commerce. Per vincere questa guerra, si sa, occorre dotarsi di un’identità forte e creativa. Un packaging e un’etichettatura che invogli il consumatore a comprare la tua birra, sulla fiducia. Considera che molti degli acquisti avvengono online!

Il mercato della birra artigianale in Italia è fatto di intenditori e appassionati, ma si sta allargando anche a quella fetta di mercato più avvezza alle birre industriali. I bevitori del sabato sera, per intenderci. Vuoi per moda, vuoi per una diffusione più capillare di un gusto per l’artigianalità, anche i brand industriali si stanno “artigianalizzando”, giocando sul brand e sul posizionamento.

Individuare il target

La birra artigianale autoctona è un prodotto nuovo in Italia, nato appena nel 1996.

È un mondo che amo, perché adesso sta vivendo la sua Movida ed è ancora aperto a numerose sperimentazioni, specialmente in tema di packaging. Rispetto al vino, che ha tradizioni secolari, è un mondo un po’ meno incamiciato, un po’ meno abbottonato, con le dovute eccezioni.

Con le dovute eccezioni, appunto. Avete creato la vostra birra, avete sicuramente scelto un concept basato su accostamenti inusuali o pura minimale semplicità, quindi avete sicuramente già in mente un vostro bevitore-tipo. Il vostro buyer persona, come si dice in gergo. Che abitudini ha? Quando beve? Perché beve birra e con che cosa è solito berla? Con la classica pizza della domenica sera o con un piatto di maccheroncini di Campofilone? Che musica ascolta? È uno sportivo o piuttosto un appassionato di arte contemporanea? È intenditore o solo foodie? Usa Instagram o ha ancora un Nokia 3310?

infografica birra artigianale

Infografica sul target della birra artigianale (hoptosip.com)

Inoltre, secondo Federalimentare, in Italia nell’ultimo anno si è esportata birra artigianale per  154 milioni di Euro. La birra artigianale italiana piace agli stranieri, ergo è necessario tenere in considerazione anche le abitudini e i rituali di consumo dei beer drinker stranieri. Qualche curiosità fornita da AssoBirra:

  • Gli Americani la amano gelata, in barba allo snobismo degli intenditori europei;
  • In Inghilterra e Irlanda la birra è associata al momento sociale e individuale del pub;
  • In Spagna, la birra è la caña, tradizionalmente usata per annaffiare le tapas;
  • In Belgio è scrupolosamente abbinata al cibo, o da meditazione;
  • In Svizzera vanno le birre forti, anche da 12 o 14 gradi (!).

Sono queste -e tante altre- le domande che dovrete farvi, a cui probabilmente sapete già dare una risposta, per individuare il target della vostra birra artigianale, dunque poter procedere alla realizzazione di un progetto coerente di packaging ed etichettatura.

Ovviamente, il primissimo step a monte di tutto questo processo è la scelta del nome del marchio e della birra in questione, ma non è questa la sede perché non sono un copywriter 😉

Etichettatura: norme da seguire

Forse non tutti lo sanno, ma ancora oggi in Italia non si può apporre la dicitura di “Birra Artigianale” sull’etichetta. L’aggettivo “artigianale” in etichetta, utilizzato comunque da molti produttori artigianali, non è ammesso perché non previsto dalla legge n. 1354 del 16 agosto 1962. Secondo questa normativa, le uniche diciture ammissibili sono: birra analcolica, birra leggera o light, birra speciale e birra doppio malto. Si può tuttavia fare una descrizione del processo produttivo, sottolineandone le qualità che la differenziano dalle altre: la non pastorizzazione, la microfiltrazione e l’utilizzo di ingredienti speciali.

Le ultime normative in tema di etichettatura di birra artigianale prevedono inoltre l’obbligo di dichiarazione nutrizionale e la resa facoltativa del TMC (termine minimo di conservazione) nei prodotti con contenuto alcolico superiore al 10%. Diventa facoltativa anche la sede di produzione della birra artigianale, scelta a mio parere molto discutibile. In questo modo, però, saranno i consumatori a decidere di premiare i birrifici e le brewfirm più trasparenti.

Purtroppo, la situazione normativa in Italia lascia ancora a desiderare, ma invece che aspettare con le mani in mano, è bene cercare di impegnarsi per far sì che i nostri clienti ideali comprino la nostra birra, con un brand forte e incisivo e una comunicazione trasparente, efficace e di effetto.

Packaging della birra artigianale

La bottiglia e l’etichetta sono il primo approccio allo storytelling del birrificio. Sulla prima, le scelte possono ricadere su diverse varietà, più o meno classiche o innovative, ma è sull’etichetta che ci si può davvero sbizzarrire e si può investire il grosso degli sforzi in termini di comunicazione e marketing.

Un packaging di successo per una birra artigianale dev’essere di facile comprensione, ma anche creativo e innovativo. Tutti, dal cliente intenditore all’appassionato dell’ultima ora, si fanno influenzare notevolmente dal packaging nella scelta di una birra artigianale. È storia nota a tutti. Più la veste è convincente e comunica qualità e artigianalità, più il consumatore sarà disposto a spendere.

È dunque opportuno decidere quali informazioni indicare sull’etichetta, magari puntando su informazioni che raccontino la storia del produttore, la scelta degli ingredienti, proposte di abbinamento e tipologia di birra.

Lo step successivo? La veste grafica dell’etichetta.

FATEMI E FATEVI UN FAVORE: non ricorrete a template esistenti e personalizzabili, di basso costo ma di scarsissima efficacia. La comunicazione è una cosa seria, è forse la vostra arma più preziosa, non vorrete mica sprecarla?

Anche la scelta di ricorrere a un “amico grafico” non è sempre valida, ma se il vostro “amico grafico” è un bravo professionista, allora ok. Diversamente, potete sempre dare un occhio al mio sito 😀 Sarò lieto di offrirvi una consulenza.

Carlo Gibertini | Food Brand Designer

Momento promozionale a parte, è sinceramente opportuno giocarsi la carta del packaging della vostra birra artigianale al meglio. Si può puntare su una veste minimale, spoglia, estremamente grafica, oppure su  interfacce più elaborate e artwork evocativi di illustratori professionisti.

I trend del packaging di birra artigianale

I trend nel packaging sono come -e peggio- della moda, cambiano così velocemente che chi si occupa di branding ha sempre l’impressione di essere un passo indietro. È normale che sia così, i gusti e le esigenze dei consumatori cambiano velocemente, molto velocemente.

Secondo l’agenzia di ricerca sul design The Big Picture, sono questi i 6 trend attuali nella progettazione di packaging di birra artigianale:

  1. Etichetta più chiara e leggibile;
  2. Packaging non troppo over-designed. In parole povere, deve dare l’impressione che il focus sia più sulla qualità della birra che sull’etichetta;

    birra artigianale packaging kernel

    Etichetta della birra di The Kernel Brewery

  3. Lattina. Tabù difficile da sdoganare, come il tappo a vite per i vini;
  4. Estrema personalizzazione;
  5. Comunicare artigianalità e competenza con un packaging serio, quasi da prodotto farmaceutico;
  6. Diversificazione della proposta, ovvero declinazione della proposta di prodotto in numerose alternative, raccontando una storia coerente.

    birra artigianale packaging le signore

    Packaging della birra Le Signore Brewing Co.

3 packaging di birra artigianale che amo

Sono tante le proposte di qualità nel panorama brassicolo italiano, ma voglio mostrarvi tre casi eccellenti che amo, mi emozionano e penso dobbiate prendere come spunto per la vostra birra artigianale.

1. Birra Dell’Eremo – Assisi (PG)

packaging birra eremo packaging birra eremoBirrificio artigianale nato nel 2012 ad Assisi, impresa famigliare dove si coniugano una profonda conoscenza del mondo birraio a passione per il buon bere e desiderio di diffondere la cultura dell’autentica birra artigianale.

I nomi delle birre sono perfetti, gli artwork pure, la grafica essenziale e pulita. Il sito è funzionale e #supercarino, ma soprattutto il blog e la presenza sui social non sono mai trascurati. Coinvolgimento degli utenti e storytelling da ammirare. Bravi!

2. Palabrauhaus – Palazzolo sull’Oglio (BS)

packaging birra palabrauhaus packaging birra palabrauhausBirrificio artigianale e Brew Pub con proposte di alto livello organolettico, ma accessibili a tutti.

Nato nel 2001, è stato uno dei pionieri in Italia. Le etichette puntano su una grafica geometrica che richiama al Bauhaus (come appunto il nome), ammorbidito da illustrazioni vintage che evocano tradizione e storia. Lo stesso claim, “Beer Tales, dichiara la centralità dello storytelling. Sito e social ben strutturati.

3. Birra Kukà – Civitanova Marche (MC)

packaging Birra Kukà packaging Birra KukàLa storia di Birra Kukà nasce solo nel 2014 da una startup rappresentata da una bier blanche reinterpretata all’italiana con una tecnica singolare. A questa blanche si sono poi affiancate altre birre, il massimo comune denominatore è il claim “L’artigianale in abito da sera!”, ben descritto nel manifesto riportato sul sito.

Il packaging è semplice, l’etichetta circolare e davvero minimale, ma alleggerita da un font calligrafico che ne stempera l’essenzialità. Da un lato ricorda il mondo degli Champagne, dall’altra incontra anche i gusti di una clientela più easy. Promossi!

(Foto: birrakuka.com, birradelleremo.it, pbh-beer.it, lesignore.it, thekernelbrewery.com)

(Illustrazione di copertina by Deanna Daminato)
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3 Comments

  • Reply Enrico 03/11/2015 at 17:45

    Ciao Carlo,
    Mi permetto una segnalazione. Per quanto possa anche essere d’accordo sulla scelta grafica della Birra Kukà, fanno un errore grossolano: usare bottiglie di vetro trasparente. Il vetro scuro infatti è essenziale per non far arrivare i raggi del sole sulla birra, che potrebbero rischiare di rovinarla o quantomeno alterarne il sapore.

    • Reply Carlo Gibertini 04/11/2015 at 17:04

      Ciao Enrico, condivido e ho avuto già altre segnalazioni in merito. Ti ringrazio anche per la tua segnalazione 🙂
      Credo tuttavia che la scelta sia stata fatta tenendo conto del prodotto, molto giovane e fresco, quindi bisognerebbe chiedere agli autori di questo packaging se si sia trattato di una scelta ponderata o di un errore.

  • Reply I 15 top trend della ristorazione in Italia nel 2016 - Supercarino 05/02/2016 at 18:30

    […] Per questo, molti ristoranti e bistrot si stanno dotando di una carta delle birre artigianali, dotati di proposte di abbinamento coi piatti del menù e di indicazioni sulla provenienza delle bionde (o scure). Molte volte le bottiglie sono esposte in bella vista, come fossero oggetti d’arredo, questo perché i packaging sono quasi sempre curati e piacevoli alla vista (a proposito di packaging di birra artigianale, leggete qui). […]

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