trend della ristorazione 2016 sharing
Food Trends & Tips

I 15 top trend della ristorazione in Italia nel 2016

A volte non sembra (LMFAO!), ma anche l’Italia, paradiso terrestre del cibo, si è adeguata alla modernità.

Sono sicuro che anche voi siate dei food travellers. Quindi, vi sarete accorti che ci sono dei macro trend della ristorazione che molti nuovi locali stanno seguendo, per poter essere al passo coi tempi. Anche nel nostro paese. Io ne ho contati 15, e mi piacciono tutti!

Ecco i top 15:

1. Sharing, sharing, sharing

L’espressione “Sharing Economy” vi è sicuramente nota. Beh, non è un caso. Si condividono i passaggi in auto, le lavatrici, i libri, quindi anche il cibo. 🍛🍴🍝

La condivisione dei pasti è tipica di molte cucine straniere, come quella cinese, greca, etiope. In Italia, culturalmente siamo sempre stati abituati a pasti composti da antipasto, primo, secondo, dolce. Ognuno col proprio piatto, anzi è considerato un tipico dispetto quello di rubare il cibo dai piatti dei commensali.

trend della ristorazione concept store burgenland

In Grecia, ad esempio, questa proprietà privata delle portate in genere non esiste. Si ordinano diversi piatti, si mettono in mezzo e ognuno si serve da un piatto comune, trasferendo la porzione di cibo desiderata su un piatto vuoto, quello invece privato.

Questo sta diventando un trend della ristorazione anche qua, sicuramente più diffuso nei locali di cucina non strettamente italiana (ma con qualche eccezione, come la Franceschetta 58 di Marta Pulini a Modena e la pizzeria Briscola a Milano), ma è un’abitudine che sicuramente plasmerà l’architettura della nostra cucina, delle mise en place e dei menù.

Condividere a tavola è bellissimo, anzi è il fine stesso del mangiare in compagnia. Un designer londinese, Bilge Nur Saltik, si è ispirato a questo concetto per realizzare una serie di piatti progettati ai fini della condivisione, stupendi!

2. Piattini

Anche per questo trend della ristorazione, gli italiani mutuano abitudini di consumo alimentare dall’estero, ma lo fanno in maniera sapiente.

Avete mai provato i meze turchi? Sicuramente avrete assaggiato le tapas spagnole. Basta andare a Venezia, per trovare i cichéti. Cos’hanno questi piatti in comune? Sono piccoli.

In Spagna, si può scegliere tra ordinare una ración o una tapas: nel primo caso ti arriva un piatto grande, nel secondo un piattino di circa 12 cm di diametro. Si tratta dello stesso piatto, ma in due formati diversi. Va da sé che, mangiando una porzione minuta, il cliente non si riempirà mai. E così ne ordina un’altra, poi un’altra, un’altra ancora e alla fine senza rendersene conto si è bevuto anche 3 birre ed è pieno e il ristoratore felice. 😃

L’idea di offrire le proprie specialità sotto forma di piccoli piattini è geniale e gradita dai clienti, che hanno l’illusione di non strafogarsi.

3. Tovagliette di carta

trend della ristorazione tovaglietta

Penso non ci sia molto da aggiungere a riguardo.

Ormai la tovaglietta (meglio se carina, stampata, personalizzata) è diventata la cortina di ferro tra i locali easy e quelli pretenziosi o molto costosi, che invece continuano a dotarsi di tovaglie.

4. Bistrot

La parola d’ordine è Informalità. Spicca fra i trend della ristorazione la scelta di impostare i locali secondo un’ottica di accoglienza, non più di esclusività. Negli spazi food attuali, le persone devono sentirsi libere di entrare, curiosare, sedersi, godere del cibo in un ambiente totalmente informale e al 100% del comfort. La scelta dell’arredo diventa dunque fondamentale, insieme a quella del personale e del suo abbigliamento (vietati pinguini in livrea e possibilmente giovani e contenti di vivere).

Luoghi multifunzionali, dove potersi sedere nelle varie fasce orarie della giornata e lavorare o chiacchierare, o semplicemente leggersi un libro. Quindi, offerta culinaria che comprenda colazione, pranzo, merenda e cena, in maniera fluida e mai rigida.

5. Pochi coperti

I locali enormi sono spaesanti, freddi, opprimenti e il più delle volte hanno un’acustica davvero tremenda.

La scelta più intelligente e ormai diffusa è quella di investire in spazi piccoli, intimi, con 30/40 coperti. Se ce n’è la possibilità, si può puntare anche su locali più ampi ma è importante che si tengano gli spazi separati, suddivisi in piccole stanze.

trend della ristorazione bistrot

6. Fast Casual

Non partirò dalla solita premessa del “c’è poco tempo per mangiare, quindi i fast food hanno successo”. Per questo esistono i McDonald’s.

Piuttosto, da una visione globale dei locali aperti negli ultimi anni in Italia, si nota una tendenza alla velocizzazione del servizio, che spesso si traduce in una riduzione dell’intervento da parte del personale e a una sempre più spiccata autonomia del cliente. Questo di traduce ovviamente in prezzi più bassi.

Questa tipologia di ristorazione prende il nome di Fast Casual Restaurant, secondo una definizione tutta americana.

Sicuramente ci sono molte caratteristiche tipiche dei fast food americani che si sono introdotte nella ristorazione, anche quella più slow: il pagamento alla cassa prima di mangiare e i device che ti segnalano quando l’ordine è pronto (vedi Dispensa Emilia).

La tecnologia aiuta moltissimo, basti pensare ai locali dove si ordina col tablet (come Ham Holy Burger).

7. Cucina ibrida

Perché il termine fusion fa molto anni ’00.

La cucina italiana non esiste da mille anni, anzi forse non è mai esistita. È sempre esistita la cucina delle regioni, mentre fino a due secoli fa non esisteva un concetto omogeneo di cucina tipica della penisola.

Ecco, quindi è normale che la tendenza alla sperimentazione nel food porti a locali che offrono un’esperienza nuova, ibridi di culture differenti come quella Nippo-Brasiliana (Temakinho), il Kebab Italiano (Marilù), i Ramen italiani (Zaza Ramen).

Sushi love 🍣❤️🇯🇵 w/ my @laganimakeup @mariannalagani & @nemesis_87 #temakinho #sushitime @temakinho

A post shared by Evelina Helèna Novelli (@theglamourdrama) on

Ampio spazio alla creatività e alla ricerca, quello della cucina ibrida è un campo quasi impossibile da saturare!

8. No waste e DIY!

Lasciare avanzi nel piatto è la cosa più trash e da ricconi d’antan che esista. La sensibilizzazione nei confronti degli sprechi, portata avanti da Expo 2015, ha portato i suoi frutti. Allora via libera a doggy bag, o condivisione di cui sopra! Esistono anche diverse app nate per questo motivo, come Breaking, Myfoody e ScambiaCibo.

Perché DIY? Perché lo stile Ikea Food ha fatto scuola, molti locali oggi mettono in bella vista i bidoncini della raccolta differenziata, dove buttare i rifiuti una volta terminato il pasto. Trovo che la soluzione migliore sia lasciare la scelta ai clienti, senza obbligarli a sparecchiare. Così vedi chi è più o meno educato 💁🏻

Una call to action è sicuramente utile, magari in forma ironica e cortese, della serie “aiutandoci a tenere il locale pulito, ci aiutate a tenere bassi i prezzi :)”.

no waste trend della ristorazione

9. Posate e tovaglioli amici della natura

Anche questo è un trend della ristorazione che certamente avrete notato.

Carta certificata FSC (Forest Stewardship Council), posate e piatti biodegradabili, sono carini da vedere e permettono il riciclo di materiali di scarto. In questo modo si aiuta l’ambiente, che non è mai male.

10. Craft beer

La birra artigianale ha vissuto negli ultimi anni un vero e proprio Rinascimento, checchè ne dicano i detrattori. I birrifici artigianali si moltiplicano, il livello qualitativo si è innalzato moltissimo e i fan di questa bevanda alcolica sono sempre più numerosi ed esperti.

Per questo, molti ristoranti e bistrot si stanno dotando di una carta delle birre artigianali, con proposte di abbinamento coi piatti del menù e di indicazioni sulla provenienza delle bionde (o scure). Molte volte le bottiglie sono esposte in bella vista, come fossero oggetti d’arredo, questo perché i packaging sono quasi sempre curati e piacevoli alla vista (a proposito di packaging di birra artigianale, leggete qui).

11. Monoprodotto | Overdesigned

Arma a doppio taglio. Questo trend della ristorazione prevede che i locali abbiano un mood molto forte, come un personaggio di un telefilm che è estremamente caratterizzato. Spazi che nascono e si sviluppano attorno a un’idea precisa, oppure a un nome, a un prodotto coreuna nazionalità, un personaggio, uno stile di arredo, oppure a tutte queste cose insieme.

New opening in Town… @amusebouche_it 😋

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Da un lato, il bello di questa caratteristica è che il locale abbia un’anima talmente potente che sarà facilmente memorabile, ma il rischio è che diventi overdesigned. Mi spiego meglio: quando un locale è troppo progettato, dove il brand è talmente onnipresente che lo trovi serigrafato sul bicchiere, stampato sulla carta igienica, o inciso a laser sulle sedie. Il lato pericoloso dell’overdesigned è che il brand diventi più potente della cucina, prevaricando.

#ilmiolocalepreferito #puropavia #burger #slowfood

A post shared by @liky_77 on

12. Menù grafici e concisi

trend della ristorazione menu

Fortunatamente, sono sempre meno le probabilità di entrare in un locale e perdere due ore a leggere menù infiniti e incomprensibili.

Vincono i menù grafici, costruiti su griglie ordinate e pulite, facili da percorrere e con non più di 3 pagine. Less is more, diceva quello.

trend della ristorazione menu

Ancora meglio quando il cibo è separato da vini e birre, bellissimo quando sono contenute info su password wi-fi, social e consigli sugli abbinamenti.

Un’altra tendenza legata ai menù è quella del menù da comporre (come da Nun, Milano), a patto che esista la possibilità di scegliere menù già composti (non sono pigro, ma certe volte non ho davvero voglia di perdere tempo a scegliere abbinamenti di cibi, salse e sides).

13. Cucina aperta sempre

In Italia siamo culturalmente abituati a orari precisi per i pasti, che è un bene perché costituisce un rituale e una necessità per adattarsi agli orari di lavoro.

I ristoranti hanno sempre rispettato queste abitudini locali, chiudendo alle 15 e riaprendo alle 19. Tuttavia, soprattutto nelle grandi città, gli stili di vita di ciascuno si sono fatti più fluidi e anche le giornate sono diventate meno scandite, vuoi perché il luogo di lavoro è diventato anche la casa, il caffè o il coworking, oppure perché i momenti dei pasti si decidono sulla base di altre esigenze.

Di conseguenza, un nuovo trend della ristorazione è diventato un allungamento degli orari di apertura delle cucine, specie negli spazi più polifunzionali, dove uno può decidere di mangiarsi un panino anche alle 17 o una fetta di torta alle 23. Pian piano arriveremo anche ai ristoranti aperti 24h, come già succede in molte parti del mondo, non vedo l’ora! 😍

 14. Presenza social

Per fortuna, molte realtà food stanno imparando che è necessaria una presenza sul web, lontana dal vecchio concetto di sito web statico aggiornato ogni 3 anni.

I giovani (e meno giovani) ristoratori d’oggi si aggiornano e cercano di apprendere come funzioni la realtà della promozione sui social tradizionali quali Facebook, Instagram e Twitter. A volte con ottimi risultati! D’altronde basta un po’ d’impegno, un corso online e si può fare quello scatto fondamentale per allargare il proprio bacino d’utenza. Consiglio: corso Google delle Eccellenze in digitale.

15. Food+fashion

I confini tra cibo e moda sono evoluti, sono diventati labili. Il cibo è cultura e dunque è fatto di ondate, trend e movimenti. Così come la moda. Si può senza dubbio dire che il cibo sia anche costume.

Nell’epoca degli e-commerce, l’esperienza di acquisto fisico e diretto deve avere una marcia in più, così sono nati spazi ibridi, dove si può mangiare facendo shopping o fare shopping mangiando.

trend della ristorazione concept store burgenland

Un esempio? Il locale dove sono stato in Austria, ma qualche esempio sta sorgendo anche nelle nostre metropoli. Un modo per vivere un’esperienza a 360° e invogliare il cliente all’acquisto e al consumo (perché, così come consumiamo il cibo, consumiamo anche oggetti e vestiti).

Conclusioni

Questi sono i 15 trend della ristorazione che ho analizzato io, ma sono certo ce ne siano tanti altri. Sentitevi liberi di aggiungerli o di consigliarmene altri! 🍻

 

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