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Food Trends & Tips

Un consiglio da amico su un’idea di startup di successo? Provate con gli alcolici!

Se la vostra idea è diventare indipendenti e creare una startup di successo, ma la vostra testa sembra vuota come un acquario senza pesci, voglio darvi un consiglio da amico. Provate con gli alcolici!

Non voglio farla facile, tutti abbiamo un lato creativo e dunque tutti siamo in grado di partorire idee sensate e potenzialmente di successo, ma sappiamo bene (se non lo sapete, ve lo dico io) che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Passare da una semplice idea di startup a uno studio di fattibilità, un business plan ben redatto e l’attrazione di angeli investitori, non è sicuramente cosa easy.

Ma ci sono alcuni settori dove conviene scommettere, perché sono quelli più vergini ma anche perché sono settori dove gli investitori sanno che è più sicuro capitalizzare.

Uno di questi, come avrete capito dal titoli di questo post, è quello che penso tutti amiate: gli alcolici!

Provate con gli alcolici!

Anche l’autorevole sito from USA Inc.com ne parla in una classifica dei settori di business più promettenti: si è largamente diffusa la cultura del bere bene.

Una ricerca Istat di qualche mese fa ha fatto una fotografia dei comportamenti di consumo degli italiani su “L’uso e l’abuso di alcol in Italia”: sono calati leggermente i bevitori abituali, ma crescono i bevitori occasionali, indice di una modificazione nell’approccio delle persone con il prodotto alcolico.

Voglio dire, a chi non piace farsi una bella bevuta? 🙂 (si astengano -affettuosamente- gli astemi)

Spesso, quando vado in un bar o in un pub, mi guardo attorno e mi metto a riflettere su come sia strano e al contempo affascinante che l’uomo sia riuscito a ricavare dalla natura un prodotto (gli alcolici) che è spesso la chiave della socializzazione in un bar, le quinte di una bella chiacchierata con gli amici.

Non beviamo alcolici perché abbiamo sete, beviamo perché è bello il rituale del bere, perché è bello assaporare un buon alcolico o semplicemente perché è bello sentire che sorso dopo sorso diventiamo più inclini alla risata o più “focalizzati” sui discorsi.

⚠️ALERT: MI RACCOMANDO, BEVETE MODERATAMENTE E NON METTETEVI ALLA GUIDA! ⚠️

Come dicevo, parallelamente a una crescita dell’attenzione verso un mangiare sano e a basso impatto ambientale, si sta diffondendo una predilezione verso alcolici di qualità. Per intenderci, quelli che la “mattina dopo” non fanno venire il mal di testa.

I corsi da degustatore di birra si moltiplicano (come dicevo in un post), l’AIS vede sempre più iscritti ai corsi da sommelier, nascono distillerie inedite e innovative.

Una di queste è The Botanical Club, in zona Isola a Milano.

The Botanical Club idee startup alcolici Longhi Martelli The Botanical Club idee startup alcolici Botanical Club idee startup alcolici

Si tratta della prima micro distilleria di gin milanese, aperta a giugno di quest’anno da Alessandro Longhi e Davide Martelli.

Uno communication manager, l’altro designer, i due ragazzi hanno creato uno spazio dove fine dining e cocktail bar sono accostati a una produzione interna di gin.

Dopo una lunga ricerca fatta per motivi di lavoro attorno al mondo del gin, l’idea è stata quella di impuntarsi contro opinioni discordanti e burocrazia folle (ve la lascio immaginare) e trovare un luogo dove installare un alambicco da 150 litri – soprannominato Big Charlie – e iniziare con la definizione di un gin italiano di qualità e dal bouquet complesso.

Il risultato è eccellente e di successo. Interior design, cucina e cocktail di qualità a parte, l’idea è vincente perché soddisfa una nicchia di mercato esistente. Coinvolge anche il tema dell’education, perché il gin non è un prodotto italiano e dunque la produzione mostrata ai clienti meno esperti è coinvolgente e didattica.

C’è anche chi ha deciso di puntare direttamente sulla produzione della materia prima, con coraggio e lungimiranza.

Parlo di Italian Hops Company, la prima coltivazione di luppolo made in Italy.

Italian Hops Company idee startup alcolici Italian Hops Company idee startup alcolici

Cognento, Modena. La mia terra d’origine, ma non è per questo che parlo di questa startup ☺️

Quattro ragazzi modenesi, all’interno di un percorso di ricerca realizzato insieme all’Università di Parma, sostenuti anche dalla consulenza di realtà estere ferrate sulla coltura del luppolo, hanno fondato una startup innovativa per il panorama italiano: una coltivazione di luppolo autoctono della zona, destinata alla vendita.

L’idea è geniale perché i produttori di birra artigianale crescono come funghi, il mercato aumenta, ma mentre le altre componenti della birra, come cereali, orzo, segale, frutta e spezie, sono ormai in parte a filiera corta, il luppolo è ancora oggi importato dall’estero, con costi in termini ambientali e standardizzazione dei risultati finali. La startup Italian Hops Company arriva a colmare questo vuoto, non senza numerose difficoltà in termini di normative (e ridaje) ma con coraggio e una strategia ben definita. La coltivazione è di tipo biodinamico, iniziata con la produzione di una varietà già testata di luppolo americano e destinata alla vendita ad altri birrifici.

Spostandomi verso l’estero, Inghilterra, c’è un’altra strada che mi ha ispirato e dovrebbe ispirare anche voi.

Sto parlando del concetto di food e eating design, ovvero andare ad intervenire su cibi esistenti e comportamenti di consumo radicati nella nostra cultura, portando innovazione finalizzata al miglioramento del prodotto stesso o alla progettazione di un nuovo atto alimentare.

È il caso di Smith&Sinclair, la startup inglese delle caramelle alcoliche.

Smith Sinclair idee startup alcolici Smith Sinclair idee startup alcolici

Mel è una delle 15 imprenditrici femminili più giovani e degne di nota del Regno Unito, perché insieme al partner in affari Emile ha deciso di sfidare il modo in cui siamo abituati ad assumere i prodotti alcolici.

Il loro intento non è quello di sostituire gli alcolici liquidi, ma di innovare il mercato (carente di innovazioni), con un prodotto che è un ibrido tra il mondo dei dolci e quello degli alcolici.

Le caramelle di Smith&Sinclair sono un modo divertente ed alternativo di “bere”, che stimola la socialità e il divertimento senza quelle pause al bar a cui siamo abituati mentre aspettiamo il nostro cocktail.

Ovviamente, una sfida del genere è tanto intelligente quanto difficile, perché un business diventa tale solo quando produce profitto, quindi un progetto tanto innovativo deve prima fare un lavoro di educationbrand awareness sul mercato target.

Il mantra di Mel è un tweetable assoluto 😄:

È questo il punto e l’insieme di stimoli che voglio darvi e che spesso ripeto a me stesso quando mi trovo a dover partorire idee di successo.

Avere un’idea è solo il primo step, è come quando la mattina finalmente riuscite a spegnere la sveglia e trovare la forza di alzarvi. ⏰

Cercate, invece, di partire dall’analisi di un mercato e trovarne i difetti o le aree di opportunità.

Cercate di fare qualcosa di diverso. E di testarlo, su amici e parenti e conoscenti. Sarebbe meglio a pagamento, così vi fate già un’idea del valore che le persone sono disposte a riconoscervi per il vostro prodotto.

Non esitate a chiedere consigli, siate curiosi! E soprattutto, chiedetevi se esisterebbe un mercato per quello che volete fare, perché l’errore più grande quando si vuole fondare una startup è dare troppo valore al proprio ego e pensare che solo perché una cosa ci piace allora dovrà piacere a tutti.

E ora, godetevi una bella bevuta 🍹

P.s.= ah, se non sapete se siete in grado di mettervi alla guida o no, date un occhio a questo tool.

 

(foto: The Botanical Club, The Italian Hops Company, Smith&Sinclair )

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