Piante e Animali Perduti
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Piante e Animali Perduti

Nell’ultimo weekend di settembre ho visitato la fiera Piante e Animali Perduti, a Guastalla. Sono andato perché ho una passione per le cose dimenticate, ma anche perché volevo visitare ancora una volta la Bassa Reggiana.

La manifestazione è nata nel 1996. Da allora, è diventata sempre più grande, arrivando a fare numeri impressionanti per un centro così piccolo. Piante e Animali Perduti è la più importante mostra mercato della biodiversità, dove si trovano vere rarità per chi ama il giardino e il frutteto. Tante varietà riscoperte di frutti, fiori e sementi. Non mancano anche i migliori produttori enogastronomici d’eccellenza, i presidi Slow Food, piccole produzioni e varietà di prodotti alimentari introvabili.

Complice il bel tempo, la fiera è stata l’occasione per conoscere frutta e piante davvero mai viste e per capire una cosa. Facendo la spesa al supermercato (coi suoi indubbi vantaggi) significa anche rinunciare a una grande fetta di prodotti deliziosi e pieni di sapore. Una di quelle situazioni in cui mi piace chiacchierare con i produttori più interessanti e tempestarli di domande sulla loro vita e la loro passione.

Ad esempio, ho passato una mezz’ora buona a parlare con il titolare dell’Azienda Agricola Tre Rii dell’Alta Val Baganza (PR). Ho scoperto che da quelle parti c’è da sempre un’abitudine alla produzione e uso del Sidro. Per non parlare del tempo passato ad accarezzare gli animali sotto il tendone apposito.

La mostra mercato, con tutte le sue sezioni e appuntamenti, si svolge nel centro più popoloso della Bassa reggiana, dove da sempre la gente coniuga l’imprenditorialità e la voglia di fare con l’attaccamento alle tradizioni. Guastalla non è una delle solite mete tradizionali del turismo, ma vi assicuro che merita almeno un pomeriggio. Qui si assapora la vera Emilia, quella operosa e tranquilla, con la palette di colori degli edifici calda e rassicurante.

Piante e Animali Perduti Guastalla

Il paese ospita Piante e Animali Perduti in un percorso ad anello con un paio di diversioni, per una lunghezza totale di circa 2 km, il tutto nel cuore del centro storico. Il percorso è studiato per consentire al visitatore di non perdersi neppure un solo espositore e permette di ritornare con facilità al punto di partenza da cui ha iniziato la visita.
Merita una tappa anche il Palazzo Ducale, dove peraltro si tengono mostre ed esposizioni a tema.

Questa parte di Emilia ha una cucina che difficilmente passa inosservata. Le vacche rosse producono un latte che viene trasformato dai casari in un Parmigiano Reggiano di qualità immensa, le zucche sono tra le più buone in Italia e l’uva consente ai vignaioli di creare ottimo Lambrusco e alle acetaie di ottenere l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia.

Enogastronomia Guastalla

In occasione di Piante e Animali Perduti, diverse osterie allestiscono dei temporary restaurant all’aperto dove si può assaggiare il meglio dell’enogastronomia locale. Io ho pranzato all’Osteria del Principe, dove ho mangiato un piatto di tortelli di Guastalla alla zucca che difficilmente dimenticherò. Il tortello tipico guastallese è un cappello a falde – più o meno ampie a seconda della mano di chi li taglia prima di chiuderli – quindi un grosso cappelletto con al centro un generoso cuore pieno di bontà dolce, la zucca.

 

 

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