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Weekend a Varsavia: la città, il cibo e la Vodka

Sono appena tornato da un weekend a Varsavia. Quello che ho visto e assaggiato mi ha fatto venir voglia di tornarci presto 🇵🇱😊

La capitale della Polonia è una città piena di energia, di gente giovane e cool, ma soprattutto di voglia di fare e di locali #supercarini. Witamy w Warszavie!

VarsaviaVarsavia ha un passato recente molto infausto. Completamente distrutta durante il secondo conflitto mondiale dai Tedeschi, è passata sotto il dominio sovietico e solo dopo la caduta del muro ha iniziato la sua lenta ricrescita.

Dalla Città Vecchia (Stare Miasto) ai quartieri più periferici, gli edifici che incontrerete non hanno più di 65 anni, ma in parte sono stati fedelmente riprodotti.

Negli ultimi anni, la Polonia è diventata uno dei paesi europei più promettenti ed in rapido sviluppo.

Varsavia: la città

A Varsavia si vedono gli effetti di questa crescita: un nuovo skyline, una rete dei trasporti efficiente, ristoranti aperti 24h su 24, parchi grandi e curati, gentrificazione di quartieri prima considerati squallidi, gallerie d’arte che spuntano come funghi.

Varsavia museo neon

Il quartiere di Praga, dalla parte destra della Vistola, è passato dall’essere zona degradata durante il dominio sovietico (palazzoni in puro stille URSS, come a Berlino Est), all’essere il quartiere trendy per eccellenza. A Praga è possibile vedere fabbriche dismesse trasformate in centri creativi, come la Soho Factory (Mińska 25, 03-808), che ospita un bellissimo Museo dei Neon e il ristorante Szklarnia. Lì vicino, merita una visita anche Czar, il piccolo museo della vita nella Repubblica Popolare Polacca. AMO questi musei!! 😍

Varsavia Palazzo della cultura

Sempre per rimanere in tema ex-Repubblica Popolare Polacca, il Palazzo della Cultura e della Scienza (piazza Defilad) è come la Tour Eiffel di Varsavia: 231 metri di altezza per 42 piani. Edificato nel 1955, fu il dono pomposo e inutile di Stalin ai polacchi. Per me, ha comunque il suo fascino inquietante.

Il bello di Varsavia è che ci si sente tranquilli, anche di notte. La gente è accogliente e la microcriminalità è poca. Il turismo è cresciuto di molto negli ultimi anni, anche grazie alle compagnie low-cost.

Last but not the least, pur essendo una capitale e una meta sempre più turistica, Varsavia è davvero economica! Per farvi un’idea, una pinta di birra non ti costa più di 2,50€ (ma attenzione, hanno una moneta locale, lo złoty).

Varsavia: il cibo

E di che parlo a fare, se non di cibo? 😉

Varsavia cibo cucina pierogi Varsavia cibo cucina Varsavia cibo pavlova

A Varsavia, come nelle altre capitali europee, si possono trovare cucine di tutto il mondo, insieme alle solite catene di fast-food (un giro da Starbucks per me è sempre d’obbligo, che ci posso fare) e a ristoranti e taverne locali.

A proposito di cucina locale polacca. Un evergreen imperdibile a Varsavia sono i Bar Mlezcny, ovvero i Milk Bar: si tratta di quello che è rimasto delle vecchie mense degli operai durante il periodo sovietico. Ne sono sopravvissuti un po’, l’esperienza è da fare ma occorre arrivare un po’ preparati! La struttura dei Bar Mlezcny è sempre la stessa: entri, fai la fila in cassa, scegli i piatti dal tabellone del menu sopra la testa della cassiera, paghi, vai con lo scontrino dal bancone della cucina e aspetti di ricevere il pasto ordinato.

Sembra semplice, ma vi assicuro che vi verrà l’ansia! 😂 Spesso, le cassiere e le cuoche sono un po’ “ruvide” e non hanno molta pazienza con i turisti. D’altronde, non sono ristoranti ma vere e proprie mense, quindi anche il tempo che spenderete al tavolo non dovrà essere molto più lungo di quello impiegato per mangiare. Inoltre, il prezzo di un pasto completo supera raramente i 5€.

Meritano, se vi fate un giro a Varsavia, perché l’arredo vi farà provare l’esperienza di un salto indietro nel tempo, poi alcuni piatti sono buoni. I miei preferiti? La zuppa Ukraina di barbabietola (barszcz ukrainski) e la kotlet schabowy, una sorta di cotoletta di maiale alla polacca. Ah, scordatevi di trovare un grande assortimento di bevande fresche! A volte manca l’acqua, ma c’è quasi sempre un buon tè caldo e il kompot, una bevanda ottenuta dalla bollitura di vari frutti in acqua.

caffè e i bistrot sono in media molto curati, stavo impazzendo perché non potevo provarli tutti. Alta qualità dei piatti, ottime colazioni, interni e identità grafica sempre belli e well-designed. C’è una grande attenzione nei confronti della provenienza dei prodotti e del rispetto delle intolleranze e delle scelte alimentari.

Altri consigli? Provate assolutamente i pierogi, ravioli polacchi da mangiare bolliti oppure fritti (la mia versione preferita, mi ricordavano molto i dumping cinesi, solo che al posto della salsa di soia li accompagni con la panna acida). Il contenuto dei pierogi varia a seconda delle zone e dei gusti, comunque possono essere ripieni di patate, oppure di carne, carne e funghi, carne e cavolo, ecc.

Un altro piatto fantastico è il placki ziemniaczane, cioè i pancakes di patate. Ottimi!! Soprattutto se serviti in salsa di pomodoro e panna acida. Yummy!

I dolci meritano un’attenzione speciale. Spesso, nei caffè di Varsavia è possibile trovare torte homemade davvero buone, come la cherry pavlova, insieme a dolci locali.

Varsavia: la Vodka

Non sono un grande bevitore di Vodka, o almeno non l’ho mai saputa apprezzare, ma a quanto pare a Varsavia è possibile cambiare idea in merito a questo alcolico.

Così è stato, infatti la Polonia è uno dei maggiori produttori di Vodka (fate un salto alla ex fabbrica Koneser, 27/31, Ząbkowska Street, uno dei pochi edifici pre-guerra rimasto intatto) e così ho voluto assaggiarla. Devo dire, piuttosto buona, anche nella variante al miele!

Per non fare la figura dello straniero che beve il cappuccino con la pizza, ho voluto prima informarmi sulle occasioni di consumo della Vodka in Polonia. Risposta: “Sempre! :D”

Sapevatelo: la Vodka Belvedere è polacca!

Varsavia: gli indirizzi food

Varsavia café Stor

Per facilitarvi la vita e farvi andare a colpo sicuro, voglio darvi qualche indirizzo must di Varsavia:

  • Labour Cafè (Tamka 49, 00-355) – colazione e pranzo
  • Bio Bazar (Żelazna 51/53, 00-841) – farmers’ market locale
  • Restauracja Zapiecek (Świętojańska 13) – pranzo o cena, specialità locali
  • Stor Cafè (Tamka 33, 00-355) – colazione e pranzo
  • SAM (Lipowa 7a, 00-313) – colazione e pranzo
  • Forza (Żurawia 6, 00-503) – bistrot, da colazione a cena
  • Bar mleczny Rusałka (Floriańska 14, 03-001) – milk bar anni ’70
  • Bar mleczny Pod Barbakanem (Mostowa 27, 00-260) – milk bar in centro
  • Mr. Pancake (Solec 50, 00-382) – caffè dove si mangiano pancake di ogni tipo
  • Aïoli (Świętokrzyska 18, 00-052) – bistrot, ottimi gli hamburger
  • Toan Pho (Chmielna 5/7) – street food vietnamita

(Perché non leggere qualche consiglio anche per un weekend in Austria? Qui)

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6 Comments

  • Reply Susanna 22/01/2016 at 17:59

    Ciao Carlo,
    è sempre bello leggere ottime opinioni sulla mia seconda casa: mia mamma è polacca, proprio di Varsavia, e io ho sempre amato questa città, anche quando il comunismo sovietico era ancora vivo negli occhi di tutti.
    L’ho vista cambiare, rinnovarsi, rinascere dalle proprie ceneri e i polacchi hanno il cuore grande: io li chiamo (ovviamente con accezione positiva) i meridionali del Nord.
    Il museo Czar PRL è meraviglioso, e ti giuro che se andassi a casa di qualche anziano signore (es. mio nonno) troveresti ancora molte delle cose che hai visto lì: i piatti e le tazze della spotem sono indistruttibili!
    Per il tuo prossimo passaggio in Polonia ti consiglio di provare: zurek (è una zuppa di farina da mangiare bollente con patate, uova sode e salumi inzuppati), kotlet de volaille (petto di pollo fritto con al centro un pezzo di burro) e per un pranzo più veloce Zapiekanki (sono delle mezze baguette con funghi e formaggio sciolto sopra, farcibili con tutto quello che ti viene in mente: per gustarne di originali vai da Zapiexy è una mini catena di locali che fa solo questo piatto e accompgnala con una Oranzada – il vero gusto delle bibite comuniste!). Na zdrowie!

    • Reply Carlo Gibertini 28/01/2016 at 18:51

      Ciao Susanna!
      Sono contento ti sia piaciuto il post 🙂 Varsavia è stata una bellissima sorpresa per me.
      E mi è piaciuta moltissimo anche la gente, proprio come dici tu! Tra l’altro, so che adesso le cose a Varsavia vanno abbastanza bene! L’ho trovata una città in forte risalita. E con un grosso fermento artistico, una bellissima energia.
      Mi hai fatto venire l’acquolina in bocca descrivendomi tutti quei piatti!
      Spero di poter tornarci presto. Ah, ho cercato disperatamente i piatti spotem ma non li ho trovati 🙁 Mi hanno detto di cercare su internet…
      Grazie ancora!
      A presto!
      C

      • Reply Susanna 28/01/2016 at 21:15

        I piatti della Spotem sono difficilissimi da trovare oggi: se penso che una volta c’erano solo quelli mi sembra impossibile! Non ho mai pensato di cercarli su internet, potrei avventurarmi in quest’impresa! Facciamo che il primo che li trova compra tutto doppio anche per l’altro? Poi dividiamo ovviamente 😉
        A presto!
        Susanna

        • Reply Carlo Gibertini 29/01/2016 at 0:47

          Assolutamente!!! Ahah anche io sapevo che era la l col trattino ma me ne ero dimenticato.
          Affare fatto allora 🙂
          A presto Susanna!
          C

  • Reply Susanna 28/01/2016 at 21:17

    Tra l’altro ho anche sbagliato, non è mica Spotem, ma Spolem (con la l con il trattino in mezzo)! Che mia nonna mi perdoni da lassù! ;P

  • Reply Singapore, il paradiso food d'Oriente - Supercarino 19/02/2016 at 2:29

    […] sulla pagina FB di Supercarino! E non perdetevi ulteriori guide food di viaggi, da leggere qui e […]

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